San Siro, la gufata si ritorce: il Milan vince 3-2 e quasi si autoconsegna al karma
Milan-Atalanta 3-2 a San Siro: due rigori, un errore dal dischetto e un finale col fiatone. Vince il Milan, ma il karma presenta il conto.

Il verdetto scaramantico
Dimenticate la lavagna tattica, Sarri e Amorim possono riporla nel cassetto. Milan-Atalanta 3-2 è stata una resa dei conti tra due curve che si sono gufate a vicenda con un impegno degno di cause migliori. Per un'ora il Milan ha vissuto una luna di miele con l'aldilà. Poi la Dea ha scoperto che anche l'anatema può avere un ufficio reclami, e San Siro ha passato il finale a mordersi le unghie e i feticci.
I rossoneri hanno vinto. Ma con quel finale a rischio infarto nessuno può parlare di vittoria pulita: è stata una vittoria con il fiatone metafisico.
Anatomia dell'incidente
Le mani del destino
Due rigori, due braccia, due episodi richiamati al monitor. Al 22' il tiro di Musah finisce sulla mano di Obric, ventenne all'esordio in Serie A, entrato per l'infortunio di Kolašinac. Chiffi va a rivedere l'azione e Ramos spiazza Carnesecchi. Alla ripresa il copione si ripete: tiro di Rabiot, braccio di Kristensen, VAR, dischetto.
Qui il karma cambia umore. Ramos sbaglia il secondo rigore e Carnesecchi lo ipnotizza. Pare l'inizio della rimonta nerazzurra, e invece la giustizia astrale ci ripensa: angolo di Modrić, spizzata di Rabiot e colpo di testa di Gila per il 3-0. Si chiama corto circuito scaramantico: il rigore sbagliato non porta sfiga, la porta in ritardo.
Sarri ha protestato per una mano di De Winter non sanzionata: "Se si chiama il VAR per quello, si chiama anche per De Winter". Maurizio, la curva rossonera ha evidentemente pagato la tariffa premium dei riti.
Il finale: palo, paura, pugno al cielo
Al 63' il palo di Krstović ha fatto tremare la casa del diavolo. Poi Gaetano ha accorciato (66') e Krstović ha firmato il 3-2 (81'). San Siro è passato dall'indifferenza al timore tendente alla paura. All'83' Zappacosta si presenta solo davanti a Maignan, che esce e allarga tutto il corpo. Il pallone si schianta su una zona che non citeremo per decenza, ma che lo stadio ha festeggiato come un gol. Se questa non è gufata cosmica deviata, allora non sappiamo cos'è.
Il Tribunale delle curve
Ai vincitori
Curva rossonera, vi assolviamo con formula dubitativa. Il primo tempo è stato dominato, ma il secondo ha rischiato di bruciare tutto. Lo ha ammesso Rabiot: "Fortunatamente abbiamo vinto questa partita, ma alla fine non so se lo meritiamo così tanto". Quando è il tuo stesso eroe a dubitare del verdetto, il miracolo astrale è conclamato. Amorim ha sintetizzato: "Dobbiamo soffrire meno". Caro Ruben, in questa rubrica la sofferenza è l'unico prodotto che si vende a peso d'oro.
Ai perdenti
Curva nerazzurra, il vostro anatema era buono e vi è mancato il tempismo. Avete perso mezza gara a pressare con poca intensità, come ha ammesso Sarri, e vi siete svegliati quando il Milan aveva già apparecchiato. Con nove assenze in rosa (Kolašinac è stato il nono) servivano talismani di scorta. Invece vi siete presentati con feticci arrugginiti e un rigore sbagliato dagli altri da incassare come bonus. I due gol nel finale rendono il risultato meno amaro. Il titolo di consolazione non esiste, ma la fascia da onorevoli sconfitti ve la concediamo.
Le pagelle dell'occulto
- Il Maledetto: Relja Obric, 4. Debutto in Serie A, rigore alla prima palla. Gli va riconosciuto di essere rimasto in partita (parole di Sarri). Ma il rito di iniziazione, ragazzo, è stato fin troppo esigente.
- Il Portatore di Sventura: Kristensen, 4.5. Un braccio sul tiro di Rabiot ha scritto il secondo rigore. Se il destino chiede un'offerta, lui l'ha consegnata a mano. Letteralmente.
- Il Druido del Match: Adrien Rabiot, 9. Ammonito per proteste al 41', rimproverato da Amorim con toni vivaci, due minuti dopo segna il 2-0. Aggiunge un assist per Gila e una dose di rabbia che, parole sue, gli serviva per accendersi. Se la maledizione ha un portavoce, indossa la sua maglia.
Per la prossima gufata
Il Milan ora ha Bournemouth in coppa e Udinese domenica, una squadra che Gazzetta descrive "in crisi come e più dell'Atalanta". Terreno fertile per gufate preventive. L'Atalanta aspetta Ajax e Frosinone, con l'enfermeria da riempire di cornetti rossi. Passate su FantaGufata.it, controllate le classifiche e preparate i riti: un 3-2 così, senza anatemi ben calibrati, non lo si ripete.


