Roma-Genoa 2-0: i feticci del Grifone si arrendono a uno scavino, e la Curva Sud ringrazia il karma
Roma-Genoa 2-0 all'Olimpico: due legni, lo scavino di Castro, il gol di Lulli e 20 incantesimi che hanno sbagliato bersaglio.

Il verdetto scaramantico
Lasciate perdere la tattica e le lavagnette. All'Olimpico non si è giocata una partita, si è celebrato un processo metafisico con il verdetto già scritto. Il Genoa ha passato un tempo intero a fare tutto bene: pressing alto, poi blocco a cinque, e la Roma lì a girare a vuoto. Poi è arrivato il contrappasso calcistico, puntuale come una bolletta.
Il Genoa arrivava con la vittoria sulla Fiorentina dopo 10 partite senza successi. Pensava di aver rotto la maledizione e invece aveva solo cambiato bersaglio. Alla Roma, reduce dal 3-4 casalingo col Real Madrid e piena di assenti, serviva una mano dall'alto. Gasperini l'ha vista pure lui: "Non era per niente una partita facile". Certo, mister, ma le partite facili non hanno bisogno di santi in paradiso.
Anatomia dell'incidente
Il tempo dei legni
Al 30' Balerdi di testa colpisce la parte alta della traversa. Al 33' El Shaarawy, ex di lusso, scarica un destro dal limite e il pallone si stampa sulla traversa dall'altra parte. Due legni in tre minuti, uno per parte: la bilancia karmica era in perfetta parità, quasi sospetta. Ma El Shaarawy aveva già sprecato un sinistro da dentro l'area piccola, finito sull'esterno della rete. Chi spreca così tanto prima o poi paga il conto.
Lo scavino del destino
Al 50' Lulli si beve trenta metri di scatto e conquista un corner. Soulé lo batte e nella mischia Santiago Castro inventa uno scavino di destro che finisce nel sette. Era il suo primo gol con la maglia della Roma. Quando un esordiente di gol si inventa una magia così, o ha talento o qualcuno ha pagato un mago.
Al 68' arriva il raddoppio: il destro di Pellegrini viene deviato da Vásquez sui piedi di Emanuele Lulli, che firma il suo primo gol in Serie A "sul filo del fuorigioco". Diciannove anni, gol dell'esordio e una difesa avversaria che gli serve l'assist. Se non è corto circuito scaramantico, è almeno un cortocircuito.
Cosa dicono gli incantesimi
I maghi di FantaGufata hanno lanciato 20 incantesimi: 6 prima del fischio e 14 a partita in corso, con la fretta tipica di chi capisce di aver sbagliato bersaglio. Sul Genoa si sono abbattute 11 gufate e 2 protezioni. Sulla Roma 4 gufate e 3 protezioni.
L'incantesimo più usato, sei volte, è stato Il Rigore con Rincorsa Lunga. Di rigori non ce n'è stato nemmeno l'odore. Poi Il VAR in Pausa Caffè, lanciato 3 volte: il VAR ha dormito sonni tranquilli, nessun intervento e nessuna polemica. Il Fischietto Distratto ne ha totalizzati 2, e il 2-0 sul filo del fuorigioco lo ha lasciato ai poster del vorrei ma non posso. Un po' di rispetto per i riti, signori, che qui si lavora.
E i risultati? Zero incantesimi registrati come riusciti, zero come falliti. Il karma, evidentemente, ha lasciato i conti in sospeso.
Il tribunale delle curve
Ai vincitori
Cara Curva Sud, vi siete presentati senza Svilar, Cristante, Koné, Dybala e senza Malen squalificato. Avete messo in campo una squadra giovanissima, avete vinto 2-0 con 15 tiri a 9 e il 66% di possesso, e ora siete secondi a due punti dall'Inter. Non venite a parlarci di "merito": quella era magia nera condita di fortuna, con un pizzico di talento dei ragazzini. Il Genoa non vince all'Olimpico dal 1990 e la Roma in casa con i liguri non perde da una vita. Sfiga o complotto? Sceglietevi la versione che preferite.
Ai perdenti
E voi, tifosi del Grifone, con quelle 11 gufate ricevute? Non è la gufata che vi ha steso, sono i feticci arrugginiti: sciarpe del 1990 e rituali scaduti. Avete fatto un tempo da applausi, poi siete evaporati. Gazzetta vi ha definiti "a corrente alternata": la corrente era alternata, ma la presa era staccata. Il vostro unico momento di gloria è stato l'applauso dell'Olimpico a El Shaarawy, e a quel punto era già nell'altra metà della partita.
Le pagelle dell'occulto
- Il Maledetto: Stephan El Shaarawy, 4. Traversa, esterno della rete, ovazione al cambio. Il karma lo ha preso in giro con affetto, ma lo ha preso in giro.
- Il Portatore di Sventura: Johan Vásquez, 3. Ammonito al 51' e poi autore dell'assist involontario a Lulli. Quando la palla si sposta di mezzo metro e finisce sul piede dell'avversario, la gufata è sempre sua.
- Il Druido del Match: Santiago Castro, 9. Uno scavino nel sette al primo gol in giallorosso. Chi ha lanciato la gufata sbagliata ora sa a chi chiedere scusa.
Per la prossima gufata
La Roma ha ancora la Champions martedì con lo Slovan Bratislava e poi il Napoli, con Dybala e Cristante che puntano al rientro. Il Genoa torna a casa con un bagaglio di rimpianti e due legni da raccontare. Il karma non dimentica, e a noi nemmeno.
Controllate le classifiche su FantaGufata.it, affilate i rituali e scegliete bene il bersaglio. Questa volta, lanciatelo prima del fischio.


