Roma-Cagliari 4-2: il Cagliari incassa la cambiale del karma e l'Olimpico si prende la rimonta
La Roma ribalta il Cagliari 4-2 all'Olimpico con due gol in due minuti nel finale: il karma presenta il conto ai sardi e noi prendiamo appunti.

Il verdetto scaramantico
Lasciate perdere lavagnette e schemi: all'Olimpico non ha vinto una squadra, ha vinto una gufata cosmica con il timbro del contrappasso. Roma sotto dopo dieci minuti, Cagliari sicuro di aver già incassato il bottino, e poi il destino che si ricorda di avere un conto aperto. Finisce 4-2 per i giallorossi, con due gol in due minuti nel finale, quando i sardi pensavano di aver sistemato la pratica con i loro riti.
Pisacane, a fine gara, l'ha detto con una lucidità quasi mistica:
"La squadra nelle prime 6 partite ha raccolto più di quanto meritasse, poi tutto nel calcio si compensa."
Tradotto per la curva: il karma non perdona e ha pure gli interessi di mora. Anzi, di Mora.
Anatomia dell'incidente
Il rigore che sembrava un regalo
Pochi minuti e arriva il check del VAR: Pisilli tocca di mano sulla spizzata di Adopo e Feliciani indica il dischetto. Nzola spiazza Gollini e il Cagliari è avanti. La curva sarda si convince di aver rubato la partita con la scaramanzia giusta.
Errore da principianti. Un rigore regalato dal destino è un prestito, non un dono. E il destino ha un recupero crediti spietato: Sugawara sbaglia un disimpegno, Molina finta e crossa, Lulli di testa sovrasta Obert e pareggia al 15'. Al 21' Pisilli, il peccatore col braccio largo, si fa perdonare con un destro di potenza. Redenzione in sei minuti: neanche in sacrestia.
Due gol in due minuti: l'anatomia del crollo
Poi il Cagliari rimette la testa avanti, o quasi: Maldini pareggia all'81' con un sinistro in corsa su assist di Obert, e le anime belle sarde iniziano a pregustare il punto. Qui il corto circuito scaramantico. All'85' Ghilardi mette in mezzo e Rodrigo Mora, un metro e sessantotto di coordinazione, di testa sul primo palo fa 3-2. All'87' un errore di Adopo innesca l'azione del 4-2 di Malen, a secco in campionato da metà settembre.
Tutto in centoventi secondi. Nessun piano tattico spiega un crollo simile: lo spiega solo un anatema scagliato al momento giusto.
Il Tribunale delle Curve
Ai vincitori
Cari romanisti, non montatevi la testa. Avete vinto con Gollini che ha fatto sei parate, con Lulli che ha segnato e regalato un assist, e con una rimonta che profuma di fortuna sfacciata più che di dominio. Venti tiri contro diciannove: il Cagliari ha giocato alla pari. Eppure siete arrivati a 21 punti, terzi, a una lunghezza dall'Inter, con il 17° risultato utile di fila di Gasperini. Qualcuno nella vostra curva ha un feticcio che funziona troppo bene. Sospetta magia nera, e indagheremo.
Gasperini ha parlato di Gollini come "strepitoso", e per una volta il discorso regge: la tribuna ha gufato, il portiere ha parato. Il resto, ammettiamolo, è stato un miracolo astrale con la maglia giallorossa.
Ai perdenti
Tifosi sardi, processo sommario. Avete portato all'Olimpico fiducia, due sconfitte alle spalle e un rigore regalato, e avete pensato che bastasse. Per ottanta minuti avete tenuto in piedi il rito, poi i feticci arrugginiti vi hanno mollato nel momento peggiore. Pisacane ha detto che certe partite, se perse, le vuole perdere così. Bella frase, ma sul campo restano due reti subite in due minuti: l'anatema del 90' è arrivato con cinque minuti d'anticipo.
Le Pagelle dell'Occulto
- Il Maledetto: Michel Adopo, voto 3. Spizzata che costruisce il rigore, poi l'errore che apre la strada al 4-2. Fuori al 90', quando ormai il danno era un monumento. Sovraccarico di sfiga puro.
- Il Portatore di Sventura: Yukinari Sugawara, voto 4. Il disimpegno sbagliato che ha regalato il pareggio alla Roma è un'autogufata in diretta. Si è tirato la sfortuna da solo, senza bisogno dei tifosi avversari.
- Il Druido del Match: Rodrigo Mora, voto 9. Entra al 56', segna di testa a 1,68 di altezza e fa il gol che spacca il match. Miglior voto della gara per i dati ufficiali: 8,2. Qualcuno, dalle parti di Trigoria, ha il suo nome inciso in un amuleto.
Per la prossima gufata
La Roma va a Udine sabato, senza Dybala e con la Lazio capolista a 25 punti dopo il 6-2 al Sassuolo: se dalla curva laziale si alza un'altra gufata, il cielo sopra la Capitale rischia di sparire. Il Cagliari, invece, tra poco va a Roma a sfidare proprio quella Lazio. Auguri: i feticci vanno rinnovati, e in fretta.
Intanto controllate le classifiche su FantaGufata.it, preparate i riti e scegliete con cura il vostro bersaglio. Il karma ha una memoria lunga e non fa sconti a nessuno.


