Un mago solo, tre incantesimi, zero effetti: il Torino batte l'Udinese e il karma resta a bocca asciutta

Il Torino batte l'Udinese 2-1 e il mago solitario di FantaGufata sbaglia tutti e tre i riti: il karma, stavolta, si è preso la serata libera.

Redazione Fantagufata
Il gufo mascotte di FantaGufata con un cappello da mago e una bacchetta spenta davanti a un pallone, tra sciarpe granata e bianconere, sotto le luci di uno stadio serale.

Il Verdetto Karmico

Chi vi racconterà questo Torino-Udinese 2-1 con lavagnette e linee di passaggio vi sta truffando. Il lunedì sera dell'Olimpico Grande Torino è stato un processo esoterico con un solo mago imputato, che ha lanciato tre incantesimi prima del fischio d'inizio, uno dopo l'altro, e li ha sbagliati tutti.

I numeri della piattaforma sono impietosi. Due gufate sul Torino: fallite entrambe. Una protezione sull'Udinese: fallita pure quella. Tre incantesimi, zero riusciti. Si chiama sovraccarico esoterico con rimbalzo: il cosmo ha preso il copione del mago, l'ha accartocciato e l'ha usato per incartare il pesce.

Tra i tre riti compaiono Il Pallone del Cortile, Il VAR in Pausa Caffè e Il Fischietto Distratto. Risultato? Nessuna polemica arbitrale, nessun episodio al VAR, solo una serata di ordinaria amministrazione. Il VAR ha fatto la pausa caffè, certo, ma solo perché non c'era assolutamente nulla da controllare. Un anatema lanciato nel vuoto, che atterra nel nulla.

Anatomia dell'Incidente

Il palo che passa la palla a Bragança (36')

Calcio d'angolo granata. Mandragora la mette in mezzo, Simeone di testa viene fermato e Adams la gira di prima intenzione contro il palo interno. La palla torna in area e Daniel Bragança, che di mestiere fa il centrocampista, la spinge dentro: primo gol in granata. Un legno che, di solito, è il simbolo della gufata riuscita, qui diventa un biglietto da visita. Il palo ha fatto da assist, e questo vale come corto circuito scaramantico in piena regola.

Il capolavoro dell'autogufata (67')

Il vero cuore del match. Lancio di Vlasic, Okoye esce ben oltre l'area per colpire di testa e impatta su Bertola, appena entrato per l'infortunio di Abankwah. La palla resta lì, la porta è vuota, e Sandro Kulenović, subentrato ad Adams, ringrazia e segna a porta vuota.

Kosta Runjaić ha messo a verbale che "senza quell'errore tra Bertola e Okoye probabilmente la partita sarebbe finita in pareggio". Noi traduciamo: nessun mago ha fatto niente, se la sono cucinata da soli. Con tre incantesimi già falliti, il destino ha dovuto lavorare in proprio e ha scelto l'uscita a vuoto di un portiere. Un contrappasso calcistico a costo zero.

Il Tribunale delle Curve

Ai Vincitori

Cari tifosi granata, avete vinto la prima partita casalinga dell'era Abate con il 38% di possesso, zero parate di Perri da fare e un gol arrivato quando l'avversario si è scontrato con se stesso. Nel secondo tempo, dice Abate, "abbiamo cambiato marcia". Sarà. Noi però abbiamo visto soprattutto Comuzzo, solo in area, spedire fuori di testa un pallone che chiedeva solo di essere accompagnato. Se questa è la squadra che ha vinto grazie ai propri meriti, il merito più grande è stato non farsi travolgere dai talismani dell'avversario. Anzi: non c'era nemmeno un talismano. Una fortuna spudorata, benedetta da nessuno.

Ai Perdenti

Cari friulani, la quarta sconfitta consecutiva non ha niente di sfortunato. L'Udinese ha tenuto il pallone, 15 tiri contro 12, il 62% di possesso, e poi ha mandato un solo tiro nello specchio della porta contro i quattro avversari. Ekkelenkamp, il migliore dei vostri, ha firmato l'1-1 al 43' e al 90' ha sfiorato il palo da fuori area. Troppo poco, e soprattutto troppo tardi.

Runjaić parla di "blackout dovuti a mancanza di percezione del pericolo". Ecco, in gergo esoterico si chiama anatema auto-inflitto: quando non serve nemmeno un nemico, basta un portiere con la testa altrove. Il vostro unico mago ha provato a proteggervi: dopo una protezione fallita, vi siete protetti da soli con lo stesso successo.

Le Pagelle dell'Occulto

  • Il Maledetto: Nicolò Bertola, 3. Entra per un infortunio, ammonito all'89', e si ritrova al centro del pasticcio che decide la partita. Le fonti lo descrivono incolpevole, e il karma ha comunque scelto lui come bersaglio. Peggio di un pilastro caduto in mezzo al corso.

  • Il Portatore di Sventura: Maduka Okoye, 2. Esce oltre l'area, impatta sul compagno e consegna il 2-1 a Kulenović. Altro che gufata esterna: la sciagura, qui, ce l'ha portata lui. Talismano personale: un'uscita a vuoto.

  • Il Druido del Match: Sandro Kulenović, 9. Subentra, trova la porta vuota e la riempie. Ha segnato con la serenità di chi ha già letto il finale. Dimostra che la fortuna non va solo meritata: va anche raccolta nel momento giusto.

Il Torino sale a 7 punti, l'Udinese resta a 4 con la crisi sempre più scomoda. L'unico vero sconfitto della serata, però, è il mago solitario di FantaGufata: tre incantesimi, tre buchi nell'acqua. Un record negativo che chiede vendetta cosmica.

Per la prossima giornata servono più maghi, più riti e meno improvvisazione. Controllate le classifiche su FantaGufata.it, preparate i vostri feticci e non lasciate che il destino lavori in proprio: potrebbe farlo meglio di voi.

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