Lazio, la capolista dei miracoli: il Monza annega nel suo rosso e un solo mago basta a far tremare l'Olimpico
Lazio-Monza 3-1: rosso a Lucchesi, brividi nella ripresa e un solo mago con due incantesimi. La capolista vola a 16 punti.

Il verdetto karmico
Dimenticate la lavagna tattica. Quella la lasciamo ai professori. Lazio-Monza 3-1 è stata una resa dei conti esoterica, e a firmarla è stato un solo mago, con due incantesimi in tutto. Uno lanciato prima del fischio e uno a partita in corso. Due soli incantesimi per una partita intera: un'austerità spirituale da legge di bilancio.
Il registro di FantaGufata parla chiaro. Una protezione sulla Lazio, una gufata sul Monza. Alla voce "riuscite" e "fallite" ci sono due zeri tondi. Il destino ha incassato l'offerta e non ha ancora timbrato la ricevuta. Il risultato però lo conosciamo: la Lazio vola a 16 punti, per la prima volta nella sua storia con cinque vittorie nelle prime sei giornate. Non c'erano riusciti nemmeno i Maestrelli e gli Eriksson. Il tutto dopo un'estate di mercato a saldo zero e senza coppe europee. Se questa non è magia, è almeno un'ottima copertura assicurativa.
Anatomia dell'incidente
Il sinistro che ha piegato il copione
Al 3' Nuno Tavares riceve da Noslin e scarica dal limite un sinistro che si infila sotto la traversa. Era il suo primo gol con la Lazio. Il piano di Juric, che voleva spezzettare il gioco biancoceleste, è finito in fumo prima ancora di accendersi. Poi il 23': Isaksen chiude l'azione con il sinistro e il Monza intanto vede annullarsi il gol di Varela per fuorigioco. Il Monza ha reclamato anche un rigore per un contatto tra Tavares e Birindelli, ma nulla è arrivato.
Al 35' si consuma il suicidio rituale. Noslin si invola, Lucchesi lo trattiene platealmente e l'arbitro Collu estrae il rosso. Qui nemmeno il più feroce dei gufatori avrebbe osato tanto. Il Monza ha fatto tutto da solo: un autogufo in piena regola.
Il corto circuito scaramantico del 46'
Sul 2-0 e con l'uomo in più, la Lazio ha pensato bene di restare negli spogliatoi. Dopo appena un minuto della ripresa, angolo di Birindelli, spizzata di Mota e Goglichidze di testa per il 2-1. Quell'angolo, per parola di Gattuso, l'ha regalato Floriani Mussolini. Questo è il contrappasso calcistico: chi dorme sul 2-0 si sveglia con il cappio al collo.
Da lì il Monza in dieci ha fatto tremare l'Olimpico. Mota ha trovato Mandas due volte sulla sua strada. Gattuso, sempre lui, ha dovuto confessare in conferenza: "Oggi ci è andata bene perché loro meritavano il pareggio." Le statistiche ufficiali gli danno ragione: il Monza ha creato occasioni di qualità migliore, nonostante abbia avuto il pallone solo un terzo del tempo.
Il tribunale delle curve
Ai vincitori
Cara curva laziale, la vostra protezione ha funzionato fino a un certo punto. Per ottanta minuti avete retto sul filo, poi Pinamonti, entrato al 75', ha chiuso i conti all'88' con un piatto destro su cross di Pedraza. Prima, un palo di Isaksen aveva fatto temere l'anatema dell'ultimo minuto. Nessuna magia nera, dunque, solo un protettore davvero pigro che a un certo punto si è ricordato di timbrare il cartellino.
Gattuso ha ammesso: "Non siamo capaci a gestire il risultato." Tradotto: la capolista ha vinto dopo aver provato a farsi male da sola per mezz'ora. Se questo è un modello di vittoria, i feticci arrugginiti della Juventus sono avvisati.
Ai perdenti
Cara curva monzese, avete tutta la nostra stima per il secondo tempo, ma il processo è sommario. Un neopromosso che ha appena battuto il Sassuolo e che non vince due gare di fila in A dal marzo 2024 non può permettersi un difensore che si butta addosso a Noslin al 35'. Il vostro talismano più prezioso, la gufata della vigilia, è rimasto un lampo di buone intenzioni senza esito. Avete fatto un gol alla Lazio e un autogol alla vostra serata.
Le pagelle dell'occulto
- Il Maledetto: Lorenzo Lucchesi, 3. Un rosso a metà primo tempo che ha ucciso la partita del Monza. Il destino non l'ha neanche punito: l'ha solo guardato mentre si puniva da solo.
- Il Portatore di Sventura: Rafael Floriani Mussolini, 4.5. Ha regalato l'angolo del 2-1, riaprendo una partita che sembrava chiusa. Per fortuna Gattuso lo definisce "un ragazzo incredibile", perché in campo ha fatto il guastafeste.
- Il Druido del Match: Andrea Pinamonti, 8. Entra, serve la spizzata che innesca il palo di Isaksen e poi si prende il gol dell'88'. Una fortuna sfacciata incarnata in un'unica azione.
Chiusura e call to action
La prossima tappa è la Juventus, e Gattuso l'ha già definita "una squadra fortissima allenata da un grandissimo allenatore". Tradotto: servirà ben più di una protezione solitaria lanciata da un singolo mago. Qui bisognerà mobilitare le curve, i rituali e i feticci migliori.
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