Fiorentina-Como 1-3: il Franchi gufa se stesso e il Como incassa la cedola del karma
Il Como vince 3-1 al Franchi nonostante 19 tiri a 16 e 11 corner a 5 per la Fiorentina: il Var annulla il 2-2 e il karma presenta il conto ai viola.

Il verdetto scaramantico
Chi vi parla di tattica dopo questa partita vi sta vendendo fumo. La Fiorentina ha tirato 19 volte contro le 16 del Como e ha battuto 11 calci d'angolo a 5. Eppure è uscita dal Franchi con 3 gol sul groppone e un'altra domenica da cancellare.
Qui si è consumata una resa dei conti metafisica. Da una parte una Viola ferma a 4 punti in 6 giornate, senza vittorie casalinghe in campionato dal 13 aprile (1-0 alla Lazio). Dall'altra un Como senza Kean e Diao, con Douvikas unico attaccante di ruolo, con Yan Couto fermato dopo il riscaldamento e con Chalobah costretto a uscire dopo pochi minuti. Sulla carta un'armata Brancaleone, nei fatti una gufata cosmica a senso unico.
Anatomia dell'incidente
Il quarto d'ora in cui il destino ha sbagliato indirizzo
Il Como parte con un fantasma in squadra e lo mostra subito. Al 16' Douvikas colpisce di testa, De Gea respinge e Liberali, a porta spalancata, spara fuori in modo incredibile. Sembra la prova che gli dèi del pallone stiano dalla parte viola.
Illusione. Quel tiro sbagliato era solo il deposito cauzionale. Al 32' Liberali si ripresenta e segna il suo primo gol in Serie A con un mancino a giro che inchioda De Gea. Gli stessi viola, furiosi per un contatto a centrocampo non fischiato, si sono fatti infilare mentre protestavano. Questo è il contrappasso calcistico servito con contorno e coperto.
Il 45' dell'anatema
Dopo il 2-0 di Nico Paz (36') arriva la reazione: Pongračić accorcia al 42' con una carambola da due passi. Ma l'anatema vero è nel recupero. Lo stesso Pongračić la mette dentro di nuovo, da due passi, ma il 2-2 viene cancellato per fuorigioco dopo un controllo al Var che le cronache dicono lunghissimo, vicino ai sei minuti.
Sei minuti di attesa, uno stadio sospeso e il pallone che torna indietro come un boomerang. Se non è sovraccarico di sfiga, vorrei sapere cos'è.
Il tribunale delle curve
Ai vincitori
Ai tifosi del Como: complimenti, avete vinto con la faccia tosta di chi gufa a mani basse. Avete sbagliato il gol facile, avete fatto segnare l'avversario in carambola e avete portato a casa tre punti con tre gol su sedici tiri. Con Fàbregas in panchina e Vanoli, suo vecchio amico dai tempi del Chelsea, dall'altra parte, il Como ha dimostrato che l'amicizia finisce dove inizia la classifica.
Il rito del Como, per quanto sembri malandato, ha funzionato: feticci arrugginiti ma ancora letali. La partita l'ha vinta l'ammortizzatore karmico di una squadra che se la sentiva addosso.
Ai perdenti
Ai tifosi viola: avete riempito il Franchi, lo avete spinto verso il tutto esaurito e vi aspettavate la svolta. Presunzione pura. I vostri talismani sono scaduti da un pezzo e la ricetta contro la sfortuna, evidentemente, non è nel cassetto di casa.
Poi c'è Vanoli, che nel dopo gara dice di non volere alibi e poi ne elenca qualcuno. Sul primo gol ammette: "c'era fallo, ma prima vai sull'uomo e poi protesta!". Sul 2-2 annullato parla di un software che non funzionava, ma questa versione, per ora, è solo sua. Intanto sentenzia: "Io vedo una squadra che prende tanti gol, ma che non ne fa nemmeno con le mani...". Sul punto della fatica a fare gol ha sorprendentemente ragione.
Le pagelle dell'occulto
- Il Maledetto: Marin Pongračić, voto 3. Segna, poi segna ancora e il secondo gol gli viene tolto dopo sei minuti di Var. È il miglior viola e il più sfortunato. Il karma lo ha scelto come bersaglio.
- Il Portatore di Sventura: Pedro Gonçalves, voto 4. Un'indecisione a centrocampo prima del 3-1 e un'altra palla persa nell'azione del gol di Liberali. Ha gufato la sua stessa squadra con un precisione chirurgica.
- Il Druido del Match: Nico Paz, voto 9. Un gol di testa, il contropiede che porta al 3-1 e un'ammonizione "da regolamento" per fermare Mastantuono. Ogni mossa è stata un incantesimo riuscito. Chi lo marca ha bisogno di un esorcista.
Per la prossima gufata
Il Como vola verso l'Inter con il petto gonfio e la voglia di chiedere un altro prestito al destino. Occhio, perché il karma non fa sconti a chi si sente intoccabile. La Viola, invece, deve ripartire da zero, e a questo punto un santo protettore sarebbe più utile di un attaccante.
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