Cagliari-Juve 1-1: la Juventus tira 22 volte, il karma risponde "occupato
Cagliari-Juve finisce 1-1: bianconeri con 22 tiri e 72% di possesso, ma Caprile e il karma dicono no. Doppia espulsione nel finale.

Il verdetto karmico
Chi vi racconta che a Cagliari si è vista una partita di calcio ha scelto la spiegazione più comoda. La Juventus ha tenuto il pallone per il 72% del tempo, ha calciato 22 volte contro le 4 dei sardi e ha battuto 9 angoli contro uno. Eppure è tornata dalla Sardegna con un punto e una doppia espulsione a tavolino.
La tattica c'entra poco. Questa è stata una guerra di anatemi, e i tifosi sardi hanno gufato con il fervore di chi ha in tasca la partenza migliore da 56 anni. Quelli bianconeri hanno risposto con feticci arrugginiti e una maglia rosa che, evidentemente, non intimorisce nessun dio del pallone.
Anatomia dell'incidente
Il gol che non è un gol, è una carambola
Al 20' Daniel Maldini, nel giorno del suo compleanno, ruba palla a Conceição e si invola. Nell'area bianconera il pallone fa un flipper tra Bremer e Kalulu e arriva a Mendy, che serve di nuovo Maldini per freddare Vicario. Persino la Gazzetta lo definisce "un po' fortunoso", e noi diciamo che lo è con grande eleganza. Non è difesa che sbaglia: è un contrappasso calcistico servito con tanto di fiocco.
Dieci minuti prima, a tempo scaduto per la logica, Nico González aveva incrociato di ginocchio un cross di McKennie da ottima posizione e non aveva inquadrato la porta. Il karma aveva già dato il suo avviso.
Il muro sardo si chiama Caprile
Poi arriva la ripresa, e Elia Caprile diventa un'entità metafisica con 9 parate. Il Cagliari ha tirato in porta due volte in tutta la sera, la Juve dieci. Sono numeri da corto circuito scaramantico.
All'81' il muro cede: cross teso di Alajbegović e girata di testa di Kolo Muani, che sovrasta Obert. Era il suo primo gol in campionato dopo 231 giorni: nemmeno un esorcista avrebbe saputo sbloccarlo meglio. Ma la gufata cosmica non perdona. Pochi istanti dopo, Kolo Muani colpisce al volo a due passi da Caprile e prende la traversa, mentre Woltemade non ribatte in rete.
Il tribunale delle curve
Ai pareggianti con rimpianto: i bianconeri
Avete dominato il pallone e bombardato la porta, ma il vostro rito scaramantico di giornata, a quanto pare, era restare sulla difensiva con Spalletti. Le vostre gufate erano tutte rivolte a Mina, il vostro nemico giurato dall'anno scorso. Lo stesso Spalletti lo ha accusato di averli "portati in giro con i suoi comportamenti". Lamentarsi dell'avversario è il segno di un rito fallito, e il vostro è andato a vuoto.
La gufata più clamorosa è però quella del giorno prima: secondo Pisacane, Spalletti aveva già dato "la sensazione di essere preoccupato". Se anche il condottiero teme il Cagliari, a Cagliari sanno già di averlo gufato.
Ai quasi vincitori: i rossoblù
Avete resistito per 61 minuti con un muro umano, un portiere in stato di grazia e una buona dose di astuzia, tra cui l'abilità di Mina nel far innervosire Kolo Muani. Poi avete perso la vittoria all'ultimo atto, e non per caso: il vostro talismano era una fortuna sfacciata, e la fortuna sfacciata ha una data di scadenza. La stessa regola vale per Pisacane, che con la sua squadra fa sorridere tutti ma poi non sa gestire l'ultima mezz'ora.
Il vostro tecnico dice che "poteva finire tutto con un abbraccio". Peccato che le curve non abbraccino mai: gufano.
Il finale in salsa Tuchel-Conte
Dopo il triplice fischio, Marcenaro espelle prima Spalletti e poi Pisacane, dopo un faccia a faccia da comizio. Spalletti dirà poi: "Gli ho detto che son bravi, giocano bene e che sanno anche perdere tempo… tutto normale". Mina ribatte: "Io gli ho detto ti voglio bene mister". Dopo novanta minuti di pietre scagliate sul campo, in conferenza partono i fiori.
Secondo la Gazzetta, Spalletti salterà la Lazio all'Allianz Stadium e Pisacane non sarà in panchina a Monza, salvo decisioni del giudice sportivo. Le panchine rimangono vuote, ma le gufate non si fermano mai.
Le pagelle dell'occulto
- Il Maledetto: Nico González, 4. Un ginocchio al posto del piede, una porta spalancata e un cross sprecato. Il karma gli ha ritirato la patente da attaccante.
- Il Portatore di Sventura: Francisco Conceição, 4. Perde palla all'inizio dell'azione del gol e regala a Maldini il compleanno perfetto. Un autogufo con tanto di dedica.
- Il Druido del Match: Elia Caprile, 9. Nove parate, un muro, un sorriso da santone. Ha gufato dieci tiri in porta con la serenità di chi sa che il destino è dalla sua parte.
Prossimo turno: preparate i riti
La Juve è sesta a quota 11, agganciata al Como e a cinque punti da Inter e Lazio. Il Cagliari resta quarto, e dovrà fare a meno di Pisacane in panchina a Monza. Spalletti, intanto, dovrà seguire la Lazio dalle tribune dell'Allianz Stadium: un'occasione ideale per perfezionare il malocchio a distanza.
Aprite FantaGufata.it, controllate la classifica dei riti e preparate la prossima gufata: la prossima volta il pallone potrebbe non fermarsi sulla traversa.


